mercoledì 6 marzo 2013

"La donna, posato un piede oltre lo zerbino di casa sua, perde l'equilibrio, slitta, finisce letteralmente a gambe all'aria, secondo la ricostruzione e, senza riuscire più a rialzarsi, finisce come un pupazzo sghembo sui gradini: uno, due, tre. Li percorre tutti, rotolando fino in fondo senza mai fermarsi. Sono quattro piani.
A destinazione ci arriva morta stecchita: un groviglio di carne e abiti insanguinati avviluppato al carrello contorto, che le si é come agganciato al corpo......"
"Era molto angustiato dall'alopecia che lo tormentava da alcuni mesi. Lozioni particolari e cure varie, una più costosa dell'altra, prescritte dallo specialista, non sortivano risultati. Per il momento riusciva a tamponare il guaio, ma, andando avanti di quel passo, la ciocca non sarebbe più bastata. Si guardò criticamente e arricciò la bocca contro il naso in una smorfia che lo rese brutto.
Luca mi amerà ancora, se diventerò calvo? Speriamo di sì. Luca é così giovane e carino.
Sospirò dolorosamente.
Al pensiero di lui, fu invaso da un'improvvisa frenesia; abbandonò il pettine sulla mensola e lasciò lo studio in tutta fretta, lasciando all'infermiera il compito di chiudere e controllare che tutto fosse a posto.
Lo pressava un bisogno quasi fisico di telefonargli, di sentire la sua voce giovane e dolce che gli dava fremiti di piacere e preferiva farlo a casa, quando era perfettamente solo, senza vecchie segretarie arcigne ad origliare dietro la porta....."